Carissimi,
prima del fatidico e vacanziero agosto, vorrei mandarvi alcune informazioni. Con Forum Democratico siamo entrati, come vi avevo preannunciato con l'ultima mail, nel comitato esecutivo della neo-nata Rete delle liste civiche. A settembre verrà costruita formalmente e si sta lavorando al programma. Si tratta di un nuovo soggetto politico che raggruppa nove liste civiche ed è aperto ad associazioni, fondazioni o altri soggetti che si riconoscano nei valori dell'autonomia, della democrazia, della solidarietà e della territorialità. La Rete, pur lasciando aperto il confronto, vuole operare in forma autonoma e indipendente rispetto ai partiti e vuole essere l'espressione dei bisogni dei cittadini. Forum segue e partecipa a questo progetto con l'impegno di sostenere quei principi di etica politica e di trasparenza su cui si è da sempre battuto. Solo così si potrà tentare di riavvicinare i cittadini alla politica che, invece, purtroppo sta dando di se' un'immagine sempre più deteriore: Interessi privati e di casta, condizionamenti, clientele, privilegi,corruzione, incompetenza. C'è bisogno di aria nuova e solo movimenti che nascono dal basso e che coinvolgano la popolazione restituendole fiducia e speranza possono concorrere ad un vero cambiamento.
Nell'augurarvi un mese di sole e di recupero di energie, vi invio un editoriale di Toni ( Visentini ) che mi sembra molto significativo sul tema della casta( anche locale ). Chissà se dall'indignazione riusciremo a passare all'impegno!
Un abbraccio! Barbara
Costi della politica
Tanto fumo e poco arrosto
Di Toni Visentini
Questa volta bisogna dare ragione a Donato Seppi anche se non si sa se le sue motivazioni siano veramente contro i privilegi del sistema politico, di cui fa parte integrante, e non piuttosto solo contro quelli della maggioranza. E cioe’: se anche Seppi fosse al governo, con ogni probabilita’ la penserebbe diversamente.
La questione e’ quella della proposta di riforma secondo cui, in caso di modifica della legge elettorale, ad ogni consigliere provinciale che entra in giunta dovrebbe subentrare in Consiglio il primo dei non eletti della stessa lista. Insomma: invece di avere 35 consiglieri provinciali, con relativi alti costi, se ne avrebbero 44 con spese ovviamente aumentate. In piu’ ci sarebbero consiglieri che in realta’ non sono stati veramente eletti dai cittadini. Senza escludere che poi, per le tante alchimie e rapporti di forza che vi sono nei partiti, non si arrivi addirittura a fare giunte ancora piu’ allargate – ad esempio con 11 assessori – per aumentare il numero dei subentrati.
Stiamo parlando, ancora una volta, dei costi della politica: troppo alti, troppo smisurati in qualsiasi periodo, addirittura sfacciati in questi tempi di crisi gravissima.
In questi giorni di indignata protesta, tra i politici si vedono facce preoccupate e contrite, si sentono proposte e progetti di ogni genere fatti magari – come in passato – solo per prendere tempo, aspettare che passi la nottata e che la rabbia dei cittadini si smorzi ma per continuare poi come prima, magari ancor peggio di prima: tanto fumo e poco arrosto. Come si sa, la carne e’ debole. Nessuno rinuncia volentieri a stipendi altissimi e privilegi che non considera tali ma solo giusta ricompensa per un immane lavoro di enorme responsabilita’. Per cui il problema vero e’ sempre un altro, sta a monte e ci vorrebbe semmai una riforma organica e vastissima, generale, da Roma a Bolzano passando per Bruxelles e gli europarlamentari oltre che per Palermo ed afrivare sino ai consiglieri di quartiere di Rovigo. E chi non la pensa in questo modo e’ un qualunquista, un antidemocratico, uno sfascista. Cosi’ per ora e’ tutto un fiorire di idee e proposte in liberta’. Da noi, inoltre, c’e’ pure l’alibi della Svp: ha la maggioranza e decide tutto lei, noi dobbiamo adeguarci. Anzi, abbiamo persino votato contro ma purtroppo c’e’ stato niente da fare ,
Ci sono proposte, ad esempio, che sanno di aria fresca e fanno ancor piu’ arrabbiare. Tipo: abolire i benefit non rendicontati. Il fatto e’ che rendicontare le spese e’ principio valido per tutti ed ovunque nelle aziende private: possibile che invece con i soldi pubblici si possa essere cosi’ frivoli? Altra idea stravagante ma - questa si’ – davvero populista, e’quella di tagliare un po’ costi ed indennita’ ed istituire fondi per poveri, per bisognosi, preti ed handicappati. No, il problema non e’ quello di fare la carita’ ed opere di bene che esaltino magari il buon cuore dei politici. Le opere pie se le faccia chi vuole con i propri soldi, privatamente e magari in silenzio. Il problema e’ quello di abbattere realmente privilegi insostenibili e tagliare spese che gravano sui conti pubblici: quel che si risparmia deve andare nel bilancio complessivo da amministrare al meglio con giustizia e solidarieta’. Diciamola tutta: 8 mila euro netti al mese sono – sarebbero – uno stipendio assolutamente decoroso per il presidente della giunta provinciale. Agli assessori 6 mila potrebbero anche essere adeguati come 4.500 per i consiglieri. Insomma, la politica deve tornare ad essere una attivita’ seria, giustamente retribuita e non l’obiettivo della vita perche’ chi ci arriva si sistema per sempre. Altrimenti nessun eletto vuol piu’ saperne di tornare al suo vecchio lavoro di insegnante, bibliotecario, giardiniere. Basta guardare le dichiarazioni dei redditi di molti e confrontare quelle prima con quelle dopo l’ingresso in politica. Altrimenti chi arriva a quel posto pur di mantenerlo lottera’ come un leone e con tutte le armi possibili: non deve difendere solo idee ed ideali ma il proprio tenore di vita, il posto di di lavoro, il proprio benessere. Insomma, tocca persino dire che sarebbe bello che in politica valesse il detto siciliano ( Camilleri perdoni) secondo cui ‘’cumannari e’ megghiu ca futtiri’’. Perche’, in fondo, i soldi non dovrebbero essere tutto nemmeno per i politici. .