questa politica può autoriformarsi?
Perché non si prende in parola Durnwalder quando finalmente su questo tema dice una cosa sensata? Perché e' stata subito messa in un cassetto la sua proposta-provocazione secondo cui i nostri politici provinciali devono parificare le loro indennità' agli stipendi dei dirigenti della Provincia? Ci sarebbe così' una retribuzione degna ed adeguata ma senza gli eccessi per cui in Italia (ma anche in Austria) strabuzzano gli occhi ricordandoci che Durnwalder guadagna più' di Obama mentre Berger e Tommasini incassano più della Merkel o del Presidente Fischer
Non c'e dubbio: il tema dei costì della politica e dei privilegi della casta continua a tenere banco, soprattutto in tempi di crisi. Ed e' un bene se si vuole tornare ad una ''buona politica'' che e' altra cosa dall'elefantiasi del partitismo e dallo strapotere della partitocrazia. Del resto, che ci sia bisogno di correre ai ripari lo dicono tutti, anche i capipartito. Salvo poi aggiungere che il problema e' un altro - e' sempre un altro quando non si vuole agire - oppure fanno riforme e tagli ridicoli ammantandoli pero' di paroloni a far da cortina fumogena.
Prendete l'ultimo caso, a dimostrazione di quanto sia difficile che questa politica si autoriformi da sola. A Roma il Pd propone con saggezza una legge costituzionale per diminuire i consiglieri nelle Regioni e Province a statuto speciale. Per Bolzano e per Trento si dovrebbe passare da 35 a 27. Apriti cielo! E' un attentato al gruppo italiano -strepitano tutti - che vedrebbe diminuire i propri rappresentanti (ma lo stesso accade per quelli tedeschi. E comunque i consiglieri italiani diminuiranno egualmente sempre più' se i cittadini li voteranno sempre meno). Così i parlamentari locali di quel partito sono volati a Roma dal sen. Violante, animatore della riforma, e sono tornati felici. Tutto come prima: gli italiani (i politici italiani) sono salvi. Naturalmente viene da chiedersi se non potevano parlarsi direttamente a Roma prima di fare la proposta di riforma. O almeno consultarsi per via telefonica o con una email. E poi chissà cosa gli avranno detto i trentini: se passiamo da 35 a 27 rischiano di sparire gli italiani nonesi e cembrani? Certo e' che una sensata riduzione dei consiglieri - come proposta da Violante - porterebbe non solo risparmi ma servirebbe ad unire le forze ed evitare la frammentazione partitica che tanti guasti continua a fare.
Stesso discorso - anzi, ancor più' pesante - va fatto per Bolzano. Davvero sono necessari 50 consiglieri comunali? E' davvero in gioco la democrazia, il pluralismo, la libertà'? O altro non e' che l'alimentazione con anabolizzanti di una ipertrofia partitica che vive di egocentrismi, personalismi ed interessi connessi?. Tutta questa indegna diatriba sui posto di sottogoverno ne e' la conferma, con gli accordi di coalizione e di maggioranza ( una sfilza di sigle lunga così' con l'aggiunta di singoli consiglieri ) che appaiono con evidenza solo come spartizione di qualche posticino in qualche cda per scalcagnato che sia. E se i posti non bastano li si aumenta, delegando competenze di giunta a chi in giunta non c'è. Ma si può andar avanti cosi'?. Cosa c'entra con la buona politica, con la buona amministrazione?
di toni visentini
Ultimo aggiornamento (Venerdì 17 Febbraio 2012 20:07)